GUIDA ECO-E · Aggiornamento: 24 ottobre 2026

Per molti “domotica” significa accendere le luci dallo smartphone. Ma la domotica che fa davvero risparmiare è quella che governa riscaldamento, raffrescamento e acqua calda: si chiama building automation ed è anche l’unica che dà diritto a una detrazione specifica. Vediamo cosa serve, quanto si può risparmiare con due esempi concreti e come fare la pratica.

Quando la domotica è detraibile
I sistemi di building automation rientrano nell’ecobonus per le singole unità abitative. Nel 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% negli altri casi, in 10 rate; dal 2027, senza proroga, scende al 36% e al 30%. Il sistema deve:
- appartenere almeno alla classe B secondo la norma UNI EN ISO 52120-1 (che ha sostituito la EN 15232);
- gestire in automatico riscaldamento, acqua calda sanitaria o climatizzazione estiva;
- mostrare i consumi energetici attraverso canali multimediali, con dati aggiornati periodicamente;
- mostrare condizioni di funzionamento e temperatura di regolazione;
- permettere accensione, spegnimento e programmazione settimanale da remoto.
L’immobile deve essere residenziale, esistente e dotato di impianto termico. Il costo massimo agevolabile indicato per questo intervento è di 15.000 € per unità. Non sono detraibili smartphone, tablet o PC usati per i comandi.
Esempio 1: appartamento con radiatori a Roma
Appartamento di 100 m² degli anni ’90, cinque stanze con radiatori e un solo termostato in corridoio. Il fabbisogno per il riscaldamento è di circa 9.000 kWh termici l’anno. Installiamo teste termostatiche elettroniche su ogni radiatore, una centralina che regola stanza per stanza e un’app che mostra i consumi.
- Risparmio atteso: la norma attribuisce a una regolazione di classe B un fabbisogno circa del 12% più basso rispetto a una regolazione standard di classe C. Qui sono circa 1.000 kWh l’anno, cioè intorno ai 100 m³ di gas.
- Comfort: camere più fresche di notte, bagno caldo al mattino, stanze vuote in attenuazione.
- Detrazione: su una spesa ipotetica di 2.000 €, prima casa nel 2026, la detrazione è di 1.000 € (100 € l’anno per 10 anni).
Esempio 2: villetta con fotovoltaico e pompa di calore
Qui la domotica fa un lavoro diverso: sposta i consumi nelle ore di sole. Quando il fotovoltaico produce più di quanto la casa assorbe, il sistema alza di un grado il setpoint della pompa di calore, scalda l’accumulo dell’acqua calda e avvia lavatrice o lavastoviglie. La sera la casa è già calda e l’acqua pronta, e si compra meno energia dalla rete. Con una batteria, la stessa logica evita di scaricarla per carichi che possono aspettare il giorno dopo. Ne parliamo anche nella guida al fotovoltaico con batteria.
Come si fa la pratica
- Progetto o dichiarazione: il progettista certifica i requisiti; per impianti sotto i 100 kW basta la dichiarazione dell’installatore.
- Pagamento con bonifico parlante e fatture intestate a chi detrae.
- Documenti tecnici: schede dei dispositivi, dichiarazione di conformità (D.M. 37/2008), aggiornamento del libretto d’impianto.
- Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori sul portale bonusfiscali.enea.it (accesso con SPID o CIE), indicando superficie controllata, servizi gestiti e risparmio stimato.
Cosa cambierà con le nuove regole europee
La direttiva (UE) 2024/1275 sulle prestazioni energetiche degli edifici rafforza il ruolo dei sistemi di automazione e controllo, già obbligatori per i grandi edifici non residenziali, e introduce un indicatore di “prontezza all’intelligenza” degli edifici. L’Italia non l’ha ancora recepita, ma una casa che misura e regola i propri consumi sarà sempre più un requisito di valore, anche al momento della vendita.
ECO-E · Roma e Lazio
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Fonti ufficiali e approfondimenti
- ENEA – Portale bonus fiscali: comunicazioni ecobonus e bonus casa.
- ENEA – Vademecum ecobonus: schede tecniche per ogni intervento, building automation inclusa.
- Studio Madera (30 settembre 2026): requisiti e documenti per la building automation.
- LentePubblica: il portale ENEA 2026 e i termini di comunicazione.
- EUR-Lex – Direttiva (UE) 2024/1275: testo ufficiale della direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici.
Nota editoriale: i risparmi indicati sono stime basate sui fattori di riferimento della norma e variano da casa a casa. Requisiti e aliquote sono aggiornati al 24 ottobre 2026; per la pratica fiscale fai riferimento a ENEA, Agenzia delle Entrate e al tuo consulente.