Il comfort termico dipende dall’equilibrio tra dispersioni dell’edificio, distribuzione del calore e regolazione. I sistemi a bassa temperatura utilizzano acqua meno calda rispetto a molti impianti tradizionali e possono essere particolarmente adatti alle pompe di calore. Il risultato va però verificato sulle condizioni reali dell’edificio e sui terminali installati.


Perché la temperatura di mandata conta
Le pompe di calore tendono a essere più efficienti quando la differenza tra temperatura della sorgente e temperatura richiesta dall’impianto è contenuta. Ridurre la mandata, se i terminali riescono a fornire la potenza necessaria, può diminuire il consumo elettrico. Non esiste una percentuale di risparmio universale: servono calcolo dei carichi, condizioni climatiche e dati di esercizio.
Terminali e regolazione
Pavimento e soffitto radianti, ventilconvettori e radiatori correttamente dimensionati possono lavorare con temperature differenti. Prima di sostituire il generatore bisogna verificare la potenza resa dai terminali alle temperature previste, le portate, il bilanciamento idraulico, la curva climatica e il controllo per zona. Un impianto sbilanciato può generare ambienti troppo caldi o freddi e consumi non necessari.

Intervenire sull’involucro prima o insieme?
Isolamento, serramenti e correzione dei ponti termici riducono il fabbisogno e possono consentire di abbassare le temperature di esercizio. In molti casi conviene valutare involucro e impianto insieme, evitando di installare una macchina sovradimensionata per compensare dispersioni che potrebbero essere ridotte.
Norme e verifiche
Gli interventi devono essere valutati rispetto al D.Lgs. 192/2005, al D.M. 26 giugno 2015 e alle norme impiantistiche applicabili. Per le sostituzioni di generatori vanno verificati requisiti di installazione, regolazione, dichiarazioni di conformità e, quando necessario, aggiornamenti della documentazione energetica.
Conclusione: bassa temperatura significa progettare insieme edificio, terminali e generatore. Un sopralluogo e una verifica delle prestazioni evitano di affidarsi a stime generiche.
Fonti: D.Lgs. 192/2005; D.M. 26 giugno 2015; MIMIT; Normattiva.
Come dimensionare un impianto a bassa temperatura
Il punto di partenza è il calcolo del carico termico per ogni locale nelle condizioni di progetto. La potenza resa da un radiatore cambia con la temperatura media dell’acqua e con la temperatura ambiente: per questo non è corretto presumere che i terminali esistenti siano sempre sufficienti a mandata ridotta. Il tecnico confronta la potenza richiesta con quella effettivamente disponibile, tenendo conto della curva caratteristica del terminale e delle condizioni reali di esercizio.

Regolazione, bilanciamento e consumi
Una corretta regolazione climatica adatta la temperatura di mandata alla temperatura esterna. Il bilanciamento idraulico distribuisce la portata in modo coerente tra i circuiti, mentre valvole e termostati evitano surriscaldamenti e richieste simultanee non necessarie. Vanno inoltre controllati isolamento delle tubazioni, circolatore, portate minime e logiche di produzione dell’acqua calda sanitaria.
Norme e documentazione
Per gli impianti termici sono pertinenti, secondo il caso, il D.M. 37/2008 per installazione e dichiarazione di conformità, il D.P.R. 74/2013 per esercizio, controllo e manutenzione e le norme tecniche applicabili al progetto e alla regolazione. Le verifiche vanno affidate a tecnici abilitati e adattate al tipo di impianto.
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Fonti
Contenuto redatto da ECO-E a scopo informativo sulla base delle fonti indicate, consultate a ottobre 2026. Verifica sempre la versione vigente delle norme prima di avviare i lavori.